Storia

26 dicembre 2011

“Il paese di Montorio al Vomano”

Il paese di Montorio al Vomano

di Catia Di Luigi

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La cittadina di Montorio al Vomano (8.918 ab.), che sorge sulla riva sinistra del fiume Vomano, si trova a 14 km. da Teramo in una posizione ottimale a metà strada tra il mare Adriatico e la montagna del Gran Sasso. Centro di romanizzazione, come attestano le rovine di un tempio dedicato a Ercole con iscrizione dedicatoria nel pavimento a mosaico, nel medioevo la località si chiamò Mons Aureus, da cui probabilmente deriva l’attuale denominazione. Nel XV secolo, per concessione di Alfonso I d’Aragona, Montorio fu concessa in feudo a Pietro Camponeschi di l’Aquila. Passò in seguito, per via di matrimonio, ai Carafa di Napoli, e quindi all’altra famiglia napoletana dei Caracciolo. Dal 1596 l’ebbero i Crescenzi di Roma e, infine, i Marchesi di Santo Spirito di Napoli.

Vivace centro del paese è la piazza Orsini, su cui si affaccia la collegiata di San Rocco, fatta costruire a partire dal 1527 dalla contessa Vittoria Camponeschi. All’ampliamento del 1549 la chiesa deve la sua duplice facciata, parte in pietra e parte a mattoni e ad intonaco. Vi si aprono due portali, uno di forme tardorinascimentali (1549) e l’altro, barocco, del 1633. Nell’interno sono custoditi altari lignei settecenteschi, in legno intagliato e dorato, con dipinti e statue, come il busto ligneo cinquecentesco di San Rocco e l’organo settecentesco. Sulla stessa piazza è il palazzo marchesale Camponeschi-Carafa, che ancora conserva tracce di affreschi nell’interno. All’imbocca di via Scarselli si notano i due archi dell’antico palazzo dell’Università di Montorio: poco avanti attraverso quella che anticamente fu una delle due porte di accesso al paese, si raggiunge la piccola ma scenografica piazza della Conserva, con il vecchio lavatoio ora ristrutturato.

Percorrendo la via, lungo una schiera di antiche e caratteristiche abitazioni, si giunge alla sommità del colle dove il vicerè spagnolo di Napoli, Marchese del Carpio, nel 1686 iniziò a far costruire il forte San Carlo, che doveva servire alle truppe per la lotta contro il brigantaggio. Del forte incompiuto rimangono oggi imponenti ruderi. Percorrendo a ritroso la via del Colle, si ritorna al paese attraverso l’antico borgo dove si trova la chiesa di San Filippo, cui si accede da una scalinata che offre ancor oggi scorci assai suggestivi fra le vecchie case. Si raggiungono così, su un’altura ai margini dell’abitato, preceduta da un portichetto, la chiesa e il convento dei Cappuccini (1576), ricchi di notevoli testimonianze artistiche. Tornando verso il centro, si notano alcuni pregevoli portali in pietra, come la facciata quattrocentesca di casa Catini, con il portale dei leoni. Di grande interesse è la vicina chiesa degli Zoccolanti (1755), con annesso convento in parte ristrutturato, nel cui interno si trovano altari barocchi, statue, affreschi e un interessante quadro di Santa Margherita penitente.

Lungo il letto del fiume Vomano che costeggia l’abitato, in una delle direttrici principali di accesso al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, è stato istituito dal 1995 il Parco Fluviale del Vomano. L’ampio bacino si estende in un’area di circa 335 ettari, interamente racchiusi nel comune di Montorio al Vomano, lungo l’asta fluviale più importante della provincia di Teramo, nella quale è possibile ammirare il falco pellegrino, l’averla, l’upupa o pesci come il barbo, il vairone o la lasca. Parco che è possibile attraversare grazie ad un percorso sentieristico (dove è possibile fare arrampicata di roccia) che porta fino al Tempio di Ercole, a qualche chilometro da Montorio in direzione L’Aquila. Qui si trovano i resti di un tempio pre romano con impianto a più sale e con tracce evidenti di pregevole mosaico romanico, che sorge lungo il tracciato della vecchia Salaria, famosa strada di epoca romana che collegava la città imperiale all’Adriatico.

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